L’Insegnante di Pilates qualificato: la differenza tra “fare esercizi” e costruire risultati
Se c’è una cosa che il Pilates ha insegnato al mondo del fitness e del benessere è questa: la qualità batte la quantità, sempre.
C’è però un problema reale che vedo essere quasi sempre sottovalutato: il Pilates sembra “semplice” visto dall’esterno, quindi molte persone finiscono per affidarsi a lezioni o corsi dove l’impostazione è più simile a una playlist di esercizi scelti a casaccio piuttosto che a un lavoro tecnico dove gli esercizi seguono un filo logico.
Il risultato? Progressi lenti, obiettivi che non si raggiungono, nozioni che si consolidano, fastidi che compaiono “misteriosamente”, sentire solo la pura fatica dopo lezione senza alcun altro beneficio, o la sensazione che “il Pilates non faccia per me”.
Il punto potrebbe essere non è demonizzare nessuno, ma io sono in questo campo da più di 25 anni, e capire che un buon insegnante non ti fa solo muovere vedo essere ancora l’errore più grosso che fanno tutti.
Ti sei mai chiesta o chiesto se il tuo istruttore di Pilates fa muovere nel modo giusto il tuo corpo, con un carico adatto, con progressioni sensate e con una logica di programmazione? O ti fermi a pensare che Pilates è solo far fatica e serve solo pubblicare l’esercizio “figo” sui Social? Ricorda che sia sui macchinari (Reformer, Cadillac, Chair, Barrels) che con il Pilates a corpo libero, ogni lezione è una sequenza di esercizi che deve avere un determinato filo logico, un perfetto equilibrio tra stabilità, tono, elasticità, rinforzo, bilanciamento ecc ecc .
Io dico sempre ai miei clienti che costruire una lezione di Pilates è come costruire una frase complessa dove soggetto, verbo, complemento oggetto, avverbi e così via, sono talmente bene strutturati che la frase ha un senso logico.
1) Perché il Pilates è più complesso di quanto sembri
Il Pilates è un sistema di controllo motorio: respirazione, gestione delle tensioni muscolari, stabilità lombo-pelvica, stabilità delle scapole, mobilità toracica, mobilità dell’anca, tono bilanciato su tutta la muscolatura. Se un tassello salta, la tua lezione non ha letteralmente senso.
Un insegnante esperto lavora su:
- valutazione iniziale (storia, obiettivi, limitazioni, pattern motori
- selezione degli esercizi (scelta funzionale, non casuale)
- cueing (indicazioni verbali e tattili per correggere)
- progressioni/regressioni (adattare lo stesso pattern a livelli diversi)
- gestione del rischio (sapere cosa evitare, quando ridurre leve/ROM/carico)
- studio dettagliato della sequenza degli eservizi proposti
Questo è il contrario di una lezione “copia-incolla” o dover si eseguono esercizi a caso.
2) Sui macchinari non basta “conoscere gli esercizi”
Sia con il Reformer che con gli altri attrezzi, l’insegnante non gestisce solo il movimento: gestisce ogni componente muscolare ed articolare. Qui nasce la complessità vera.
In una singola serie sul Reformer puoi modulare:
- molle (resistenza)
- leve (posizione di mani/piedi, lunghezza degli arti, setup)
- stabilità (bilaterale/unilaterale, base d’appoggio)
- ROM (ampiezza del movimento)
- tempo (eccentrica lenta, isometrie, ritmo)
- intento (mobilità, forza, controllo, coordinazione)
- livello degli esercizi
- varianti degli esercizi
- perfetto su tutta la muscolatura
Se queste variabili non sono governate con competenza, succede spesso questo:
- si alza la resistenza per “sentire di più” e si perde allineamento
- si hanno forti squilibri a livello muscolare
- si usa ROM troppo elevato senza controllo
- si progredisce troppo in fretta senza rispettare il fisiologico adattamento muscolare
- si lavora in modo confusionario sui muscoli
“Una lezione efficace sui macchinari è un progetto, non una sequenza random”.
3) Programmare Pilates: la differenza tra risultati e intrattenimento
Una seduta sensata ha una logica interna, ad esempio:
- organizzazione → attivazione
- pattern fondamentali (hinge, squat/footwork, pull/push, anti-rotazione)
- focus
- equilibrio tra miuscoli agonisti ed antagonisti
- integrazione (movimenti complessi con controllo)
- cool-down (mobilità mirata, decompressione, respirazione)
Una lezione fa parte di un percorso molto preciso e l’insegnante deve averlo ben chiaro in testa in base alla tua fisicità, ai tuoi obiettivi.
Qui casa l’asino, l’insegnante esperto sa rispondere SEMPRE a domande come:
- “Che obiettivo ha questa esercizio?”
- “Perchè mi fai fare questo esercizio in questo momento della lezione?”
- “Perchè questo esercizio viene preceduto da quest’altro movimento e seguito da questo movimento?”
- “Quali obiettivi abbiamo in 2/3 settimane poi in 4–6 settimane?”
- “Qual è la progressione naturale da qui al prossimo step?”
Sono quasi sicuro che il 99% degli insegnanti di Pilates oggi in circolazione non sapranno rispoderti a queste domande.
Quando non c’è programmazione, la lezione diventa “oggi facciamo un po’ di tutto” e il corpo non riceve uno stimolo coerente.
4) “Qualificato” non è una parola: è un set di competenze verificabili
Non ti serve sapere tutti i titoli del mondo. Ti serve una checklist concreta.
Un insegnante serio, di solito:
- ha una formazione strutturata (non un weekend e via)
- conosce anatomia e biomeccanica applicata
- non ha fatto l’impiegata, la donna delle pulizie o la ballerina fino a poco tempo prima (ogni lavoro è estremanete rispettoso, ma voi vi fareste fare un impianto dentale da una persona che fino a pochi mesi prima lavorava in banca???).
- fa valutazione e raccoglie informazioni utili
- sa dare regressioni immediate e ti corregge subito se perdi forma o respiri male
- sa spiegare “perché” fai un esercizio sia a livello funzionale che non estetico
- cura la sicurezza: dolore ≠ obiettivo, e i segnali di allarme vengono rispettati
- continua ad aggiornarsi (workshop, mentorship, casi reali)
- ha un fortissimo background nel mondo del fitness e del benessere
- è un professionista e fa solo questo di mestiere
5) Come riconoscerlo in 10 minuti (prima di comprare un pacchetto)
Durante una prova, osserva:
- ti fan domande su obiettivi, stile di vita, eventuali dolori, patologie?
- osserva e legge con attenzione eventuali referti medici?
- corregge nei minimi dettagli?
- se non esegui in modo perfetto l’esercizio insiste comunque o ti crea una variante?
- la scelta delle molle è spiegata o è “a caso”?
- ti sa spiegare, se glielo chiedi, i muscoli attivati in uno specifico movimento?
- ti sa dire perchè fai determinati esercizi all’inzio della lezione, altri nel mezzo ed altri ancora alla fine?
- ti sa dire perché ti sta facendo fare quella specifica sequenza di esercizi?
Se la risposta è “sì” a questi punti, sei nel posto giusto… ma comunque potrei continuare all’infinito.
FAQ
Un insegnante esperto serve anche se sono principiante?
Sì: è proprio all’inizio che impari i pattern. Un avvio sbagliato crea compensi difficili da disimparare.
Reformer = più sicuro?
Può esserlo, perché è modulabile. Ma senza competenza su carichi e leve può diventare meno adatto di un lavoro semplice a terra.
Perché in alcuni studi le lezioni sembrano tutte uguali?
Spesso manca programmazione individuale: il Pilates efficace nasce da progressioni e obiettivi, non da una routine fissa.
Può essere che si spazi da allenare una parte corporea all’altra così a caso?
Penso che sei hai letto fino a qui, la risposta riesci a dartela da solo/a
